Dio cerca casa e dimora

Siamo condotti al cuore del nostro credere e al centro del nostro tempo, al senso più vero di ciò che viviamo. Perché credere è dare a Dio nuova carne, farlo entrare ancora in questo mondo perché sia presenza viva e luminosa. Non c’è bisogno di salire al cielo, di solcare distanze e sfidare altezze, c’è semmai urgenza di accogliere qui in basso ciò che dall’alto ci è stato donato, di accettare che venga un Dio ad abitare oggi la nostra storia. C’è bisogno di rendere viva, nelle vicende di questo tempo, la memoria e la presenza di quelle parole che ci hanno svelato il suo volto di Padre.

Leggi tutto

Solo l’Amore rinnova il mondo

L’esordio di questo brano non è dei migliori. Siamo nel contesto dell’Ultima Cena, della notte più buia del tradimento, della notte che delude ogni attesa, che smaschera le voglie segrete, che mette in vista ciò che si è tentato di tenere nascosto. È notte ed è buio quando Giuda esce dal cenacolo. Ed esce per compiere il tradimento, per realizzare la consegna dell’amico, di colui che si è piegato a lavare i suoi piedi. Ed è quella notte buia l’ora in cui il Figlio è glorificato. È il paradosso pasquale. L’ora della gloria coincide con l’ora del più buio abbandono, del tradimento e della consegna. Il Figlio è glorificato dal Padre e il Padre è glorificato nel figlio. E questa è una gloria strana, che abita nella notte più buia, che si realizza nel tormento più forte, che si compie quando il tradimento è compiuto. 

Leggi tutto

Avere l’Agnello per pastore

Viviamo giorni in cui le tante parole dicono poco e i passi si fanno più incerti ed erranti. Ci sono voci che si levano forti, per far sentire che hanno ragione, ci sono passi che calpestano terra e frammentano vite per far sapere che hanno la mano forte, pugno che stringe bene, che colpisce e bagna i volti di lacrime. E non si tratta solo di guerre e conflitti. Avviene così anche nelle vite ordinarie, nei nostri rapporti e situazioni. E forse è sempre stato così.

Leggi tutto

Un puledro per scendere

Siamo giunti alla Domenica delle Palme, il portale che ci introduce nella Grande Settimana, nei giorni della creazione del mondo nuovo, in cui celebriamo la nostra nascita. Essere credenti, infatti, è sentire e sapere che ogni storia e vicenda ha inizio da qui e qui conduce, perché essere cristiani è vivere, sulla propria carne, l’assurdo e l’indicibile che in questi giorni si è fatto spettacolo. Luca, infatti, così definisce ciò che avviene sulla croce: “Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo…” (Lc 23,48).

Leggi tutto

Un dito che incide la pietra

La vita è fatta di storie, di legami e di tradimenti, di perdite e di ricerche. E la storia della salvezza, cioè la nostra vita amata e abbracciata da Dio, ci costringe a fermarci per capire a che punto siamo. E, alla fine, siamo sempre lì, fermi su quel lastricato, un po’ adulteri e un po’ giudici, un po’ peccatori e un po’ giustizieri. Ed è lì che si trova anche il Maestro, all’incrocio imprevisto di storie diverse. È lì che il suo dito segna e ridisegna la storia, che mostra il senso di ciò che è creduto, il motivo di ciò che è vissuto, il significato di ciò che è osservato.

Leggi tutto

Le sventure si fanno Vangelo

La cronaca di sofferenza, dolore e morte trova ampio spazio in questo tempo. Prima la pandemia e ora la guerra, morte su morte, dolore su dolore, male su male. Le sventure, di ieri e di oggi, le tragiche morti e il dolore ci stanno sempre davanti agli occhi e chiedono di diventare Vangelo, di non essere sprecate, di farsi segno e annuncio perché il tempo, per ciascuno di noi, non scorra invano.

Leggi tutto

Entrare nella nube

La seconda tappa del cammino quaresimale fa sosta, dopo il deserto, sul monte. È l’approdo di uno sforzo, una salita che chiede di lasciarsi dietro le cose che sanno di terra. Anzi, salendo in alto bisogna portare solo la propria terra, quella di cui è impastata la vita. È sul monte che si ha una prospettiva più ampia, che supera steccati e confini. Il monte avvicina a Dio e permette di toccare ed entrare in cielo tenendo i piedi affondati sul nudo terreno. 

Leggi tutto